Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: la nuova legge

Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, introdotto dalla Legge 19 ottobre 2017, n. 155 (Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019), va a rimodulare l’intera disciplina riguardante la concessione di fido alle imprese italiane. Con essa, infatti, eventuali segnalazioni effettuate da INPS ed Entrate, comporteranno un grave impatto di tipo finanziario nei Bilanci delle imprese con l’apertura della crisi presso l’OCRI. Pertanto, si pone necessario monitorare i debiti esistenti in Bilancio al fine di prevenire tali segnalazioni pocanzi accennate.

Nei prossimi mesi, dunque, gli uffici fidi delle varie imprese che non effettueranno apposite manovre correttive del proprio operato, potrebbero incorrere in errori di valutazione del rischio. CSO, leader da oltre 20 anni nel settore del risk management, offre la professionalità dei suoi professionisti al servizio delle imprese italiane al fine di adeguarsi velocemente al nuovo scenario.

 Codice della crisi d’impresa: destinatari della nuova normativa

Destinatari della nuova normativa introdotta dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, saranno tutte le imprese italiane, con la sola eccezione degli enti pubblici, che negli ultimi due bilanci consecutivi:

  1. abbiano superato i 10 dipendenti;
  2. oppure, abbiano superato i 2 milioni di euro di patrimonio;
  3. oppure, abbiano superato i 2 milioni di euro di fatturato.

Qualunque impresa italiana entro dicembre 2019, che raggiunga almeno uno dei sopra citati requisiti, dovrà ottemperare ai nuovi obblighi di legge ed adeguarsi entro pochi mesi. In particolare, le SRL dovranno cambiare il proprio Statuto, prevedendo una responsabilità nuova e più ampia per gli amministratori in merito alla conservazione del Patrimonio Netto, dovranno modificare l’impianto contabile con l’obiettivo di migliorare la gestione finanziaria aziendale e dovranno, infine, nominare un Sindaco Unico in mancanza di Collegio Sindacale.

Premesse

Negli ultimi 5 anni, oltre 1 milione di ditte italiane sono fallite. I loro creditori, ivi compreso lo Stato, sono rimasti spesso o quasi sempre a mani vuote, senza potersi rivalere su alcun individuo o entità al fine di vantare i propri crediti.

Banche, creditori pubblici con prelazione (Inps, Agenzia delle Entrate, esattorie), creditori privati e pubblici senza prelazione, ditte private e partecipate dei Comuni e dello Stato, si sono ritrovati in forte difficoltà e con grossi buchi all’interno dei loro Bilanci.

Il Legislatore, dunque, con il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza intende prevenire la crisi, offrendo grandi favori agli imprenditori che anticipano la stessa, autodenunciandola, oppure seguendo i consigli delle Autorità, dei Consiglieri e degli osservatori preposti (INPS, Entrate , OCRI, Sindaco Unico, revisori, Collegio Sindacale).

Le sentinelle della Legge: INPS ed Entrate

Le vere sentinelle della nuova Legge saranno INPS, Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Riscossioni. Per questi soggetti, infatti, l’eventuale inadempimento agli obblighi di segnalazione comporterà per i primi due soggetti (Agenzia delle Entrate ed INPS) l’inefficacia del titolo di prelazione spettante sui crediti dei quali sono titolari, mentre per l’Agente della riscossione la mancata segnalazione determinerà l’inopponibilità del credito per spese e oneri di riscossione.

Gli enti pubblici di cui sopra dovranno allertare il debitore tramite l’indirizzo di posta elettronica certificata di cui siano in possesso, o, in mancanza, a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento inviata all’ indirizzo risultante dall’anagrafe tributaria.

Nella segnalazione, oltre a informare il contribuente dell’ esposizione debitoria rilevante, i creditori pubblici qualificati dovranno anche avvisarlo che se entro i successivi 90 giorni dalla ricezione dell’avviso non avrà estinto o regolarizzato integralmente il proprio debito o, in alternativa, non avrà presentato istanza di composizione assistita della crisi o domanda per l’ accesso a una procedura di regolazione della crisi e dell’ insolvenza, gli stessi procederanno ad apposita segnalazione all’Organismo di composizione della crisi d’impresa (OCRI) ed agli organi di controllo della società, ove presenti.

Limiti e segnalazioni

Per l’Agenzia delle Entrate, l’esposizione debitoria è riferita unicamente all’IVA e varia sulla base del volume d’affari risultante dalla dichiarazione. Con volumi d’ affari fino a 2 milioni di euro l’ esposizione è ritenuta rilevante quando l’ ammontare dell’ IVA scaduta e non versata, risulta pari ad almeno il 30% del volume d’ affari del medesimo periodo d’ imposta e non inferiore a 25 mila euro.

L’ importo del debito IVA scaduto e non versato si considera, invece, rilevante quando risulta non inferiore a 50 mila euro se il volume d’ affari risultante dalla dichiarazione modello IVA relativa all’anno precedente è fino a 10.000.000 di euro, e non inferiore a 100 mila euro, per volume d’ affari risultante dalla dichiarazione modello IVA relativa all’ anno precedente oltre 10.000.000 di euro.

Per l’INPS, invece, l’esposizione debitoria si considera rilevante in presenza di un ritardo di oltre sei mesi nel versamento di contributi previdenziali di ammontare superiore alla metà di quelli dovuti nell’anno precedente e comunque superiore alla soglia di 50 mila euro.

Infine, per l’Agente della riscossione il nuovo Codice della crisi d’impresa prevede l’obbligo di segnalazione quando la sommatoria dei crediti affidati per la riscossione, autodichiarati o definitivamente accertati e scaduti da oltre 90 giorni risulti superiore alle seguenti soglie:

  • 500 mila euro per le imprese individuali e 1.000.000 di euro per le imprese in forma collettiva (società di persone e di capitali, enti ecc.).

Tempistiche delle segnalazioni: 18 mesi a partire dal 14 febbraio 2019

Quanto alle tempistiche delle segnalazioni, la disposizione contenuta nel terzo comma dell’ articolo 15 del nuovo Codice della crisi, prevede termini differenziati a seconda della tipologia di creditore pubblico qualificato. Nello specifico per l’Agenzia delle Entrate l’avviso al debitore, da eseguirsi prioritariamente tramite posta elettronica certificata, deve essere inoltrato contestualmente alla comunicazione di irregolarità nei versamenti IVA di cui all’articolo 54-bis del dpr n. 633/72.

Per l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e per l’Agente della Riscossione invece la segnalazione al contribuente deve essere trasmessa entro 60 giorni dall’accertamento del superamento delle soglie sopra individuate in termini di esposizione di importo rilevante. Per i creditori pubblici qualificati (sentinelle), dispone testualmente il quinto comma del più volte citato articolo 15, che essi non devono procedere alla segnalazione quando il debitore dimostri di essere titolare di crediti di imposta o di altri crediti verso pubbliche amministrazioni, per un ammontare complessivo non inferiore alla metà del debito maturato nei confronti del creditore pubblico qualificato.

N.B.: Se l’SRL rimanda nel suo Statuto, semplicemente alle leggi vigenti , a partire dal 14 febbraio 2019 vi sono solamente 30 giorni dal Bilancio per nominare il Sindaco Unico in caso di superamento dei limiti indicati.

Revisori dei conti presso CSO:

  • Murri Sergiorevisore dei conti e dottore commercialista Ordine di Milano – Lombardia;
  • Murri Sabrina, revisore dei conti e dottore commercialista Ordine di Milano – Lombardia.

 

Milano, lì 17.02.2019

 

Come abbiamo visto insieme, il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza è una tematica delicata da prendere in seria considerazione in vista degli sviluppi futuri. Per informazioni ed una consulenza gratuita sull’adeguamento alla nuova legge citata, chiamaci al +39 02.86467426 o scrivici a sergio.murri@csosrl.it.

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